La Nascita de “L’amore non è per tutti”

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Buonasera care lettrici,

in questo primo articolo, curato da me, voglio condividere con voi le dinamiche che hanno portato alla nascita de “L’amore non é per tutti”.

Come avrete avuto senz’altro modo di leggere nella mia biografia, “L’amore non è per tutti” non è nient’altro che il risultato di una colossale delusione d’amore, unita a un’incredibile voglia di riscatto. Tutto è iniziato nei primi mesi del 2015. Era da tempo, ormai, che avevo posto fine a una relazione, protrattasi nel tempo per ben sette anni. La relazione più importante della mia vita, appunto. Nonostante il burrascoso finale – lui stava per avere un figlio da un’altra donna, la sua fidanzata storica – e l’inevitabile dolore provocato da esso, ero quasi riuscita a farmene una ragione, decidendo di continuare a vivere la mia vita, ricca d’impegni di lavoro e amici fantastici, senza più voltarmi indietro.

Nel bel mezzo del pomeriggio di una pigra domenica di febbraio, però, qualcosa è cambiato… Lui, che non sentivo dal giorno in cui è nata la sua bambina, mi ha chiamata, per comunicarmi che non poteva lasciarmi andare via così, semplicemente. Che, sebbene avesse avuto una figlia con un’altra donna – la donna che, dopo anni di tira e molla, aveva, evidentemente, scelto per passare il resto della sua vita – non aveva alcuna intenzione di rinunciare a me, perché  “tra di noi, non può finire così. Anzi, tra di noi, non finirà mai…”.  Per fortuna, l’istinto di sopravvivenza ebbe la meglio e, in qualche modo, riuscii a rifiutare la sua proposta d’incontrarci. Ma quella telefonata servì, comunque, a smuovere dentro me una sorta di malessere, mai sopito del tutto. Mi sentii come in trappola. Intrappolata nel vortice di quell’amore insano, che non mi avrebbe portata proprio da nessuna parte, se non nello studio di uno psichiatra – uno bravo, però -.

Dopo quella domenica, Passarono giorni in cui, a parte andare a lavoro, mi dividevo tra cibo spazzatura, TV e romanzi rosa; rimuginando, inutilmente, sulle parole di lui, che continuavano a farmi piangere e arrabbiare da matti, allo stesso tempo. Proprio non riuscivo a vedere nessuno spiraglio di luce, che mi permettesse di uscire da quel baratro in cui ero piombata. Niente di niente. Finché una brutta influenza non mi costrinse a letto. E così, annoiata dalla permanenza forzata a casa, stufa di ingurgitare caramelle gommose e guardare le repliche di “Uomini & Donne” in TV, terminati anche i libri da leggere (all’epoca non mi ero ancora convertita al digitale), optai per riaprire il mio vecchio portatile.

Nel giro di due ore avevo già scritto il prologo e il primo capitolo. Quelle pagine bianche di Word, davanti a me, erano riuscite a tirar fuori la mia voglia di riscatto. La voglia di affrancarmi, finalmente, da un uomo che non sarebbe stato mai in grado di amarmi. Non per colpa sua, ci mancherebbe altro, ma, semplicemente, perché L’AMORE NON È PER TUTTI. Punto.

Francesca D’Isidoro

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